Piazzola sul Brenta (PD). Presentata ieri nella splendida cornice di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova) il progetto «Industria e/è cultura», nato da un importante sinergia traRegione del Veneto e Confindustria Veneto. Sviluppatosi dalla convinzione che la cultura possa e debba essere volano di crescita e sviluppo soprattutto in momenti di crisi, il progetto vuole promuovere la valorizzazione del patrimonio culturale della cultura di impresa in rapporto alle politiche regionali 
Presentato in quest’occasione al pubblico intervenuto un vero e proprio Protocollo d'intesa siglato tra i due enti che ha come obiettivi:
- censire, valorizzare e diffondere, in una visione di rete, le tante iniziative già avviate dalle imprese in materia di beni culturali, con particolare attenzione ad archivi e a musei aziendali;
- censire e monitorare le iniziative delle imprese finalizzate alla partecipazione in attività culturali e al mondo dello spettacolo;
- diffondere i valori connessi al mecenatismo e alla cultura delle qualità come nuova frontiera della valorizzazione;
- promuovere iniziative di marketing territoriale.

Due gli strumenti di lavoro ideati per raggiungere questi importanti obiettivi presentati durante la tavola rotonda: il censimento sulle attività di mecenatismo delle imprese venete (in allegato) e il portale web Industria e/è cultura.
A seguito della firma del protocollo è stata avviata infatti una campagna conoscitiva rivolta a 1.500 realtà imprenditoriali territoriali di varie dimensioni, al fine di mettere in luce da un lato la variegata panoramica di interventi delle aziende venete in ambito culture e sociale, dall’altro i significati che le aziende danno al termine «mecenatismo culturale» e alle sue finalità.
Scopo dell’indagine fornire una mappatura quantitativa e qualitativa degli investimenti effettuati dalle aziende del Veneto in ambito culturale, facendo emergere dimensioni e connotazioni del fenomeno, ma soprattutto riuscendo a censire e identificare un patrimonio culturale (costituito da archivi, musei aziendali, collezioni, prodotti, ma anche attività ad essi legate) fino ad oggi per lo più sconosciuto e scarsamente percepito come tale. Obiettivi non meno importanti dell’indagine quelli di stimare l’impatto sul territorio degli investimenti culturali effettuati dalle aziende e valutare la soddisfazione delle imprese in questo settore con conseguente propensione a proseguire e rafforzare ulteriori iniziative in questo senso.
Interessanti i dati emersi dalle 263 aziende che hanno risposto ad un articolato questionario: il 77% dichiara di investire in culturaLa provincia di Treviso spicca per numero di interventi, seguita da Venezia, Padova e Verona. Seguono Vicenza e con un certo distacco anche Rovigo e Belluno. Tra i progetti in cui investono le aziende prevalgono gli archivi di impresa(54%), le corporate collection (20%), gli spazi espositivi (14%) e i musei aziendali (9%).
Tra gli ambiti di investimento, grande attenzione viene data ai prodotti editoriali (20%), seguiti da eventi legati alle tradizioni locali o di carattere religioso o sponsorizzazioni tecniche (entrambi al 18%), spettacoli teatrali, televisivi e radiofonici (14%), prodotti multimediali o interventi di design (13%).
Significativo il dato che emerge sulla frequenza dell’investimento in ambito culturale, definito «regolare» per il 31% e persino «assiduo» nel 29% dei casi.
Per quanto riguarda l’entità dell’investimento, le percentuali più alte corrispondono a interventi di modesta entità: il 18% delle aziende venete investe cifre inferiori ai 1.000 euro, il 27% tra 1.000 e 5.000 euro, il 16% tra 5 e 10.000. Solo il 4% dichiara investimenti superiori ai 50 mila euro.
Dall’indagine sembra non esserci un interesse e una correlazione diretta tra investimento fatto e ricadute effettivamente generete per l’impresa: questo dato può essere segno di una naturale propensione al mecenatismo dell’imprenditore veneto, oppure di una gestione ancora poco strategica dell’investimento in cultura fatto dalle aziende presenti sul territorio.
Accanto ai dati emersi dal censimento, è stato presentato anche il nuovo portale che fungerà da luogo di incontro tra i mecenati presenti e attivi sul territorio veneto: realizzato da IMPACT srl, (spin-off partecipato dell’Università degli Studi di Padova che offre una gamma completa di prodotti e servizi volti alla conoscenza, recupero e valorizzazione del patrimonio industriale e culturale, in tutte le sue componenti materiali ed immateriali) e da NEI Spa (nata tra le Associazioni del NordEst come polo comune per usufruire delle più avanzate tecnologie per la gestione delle informazioni e con l'obiettivo di condividere risorse, competenze ed esperienze delle organizzazioni imprenditoriali del Triveneto per offrire servizi, via Internet, alle aziende aderenti al sistema confindustriale del Nordest).
Stimolanti le testimonianze che hanno seguito la presentazione del progetto, con ben otto storie di eccellenza, otto casi di imprese venete che hanno portato la loro esperienza ai partecipanti al convegno: da Favero&Milan, società di ingegneria che vanta importanti collaborazioni nel mondo delle arti, dal Gruppo Industriale Tosoni che nel campo manifatturiero si distingue in provincia di Verona, per arrivare ai più noti casi del Gruppo Euromobil e di Rossimoda e concludere infine con l’esperienza della casa vinicola Santa Sofia e di Unifarco, che nel bellunese opera nel campo dei prodotti farmaceutici.
A conclusione dell’incontro appello del Presidente di Confindustria VenetoAndrea Tomat, che ha invitato gli imprenditori presenti a impegnarsi nel sostegno al patrimonio culturale del territorio e ha lanciato la proposta di una community virtuale, una vera e propria galleria dove i «mecenati» veneti si possano incontrare e far conoscere.
«La cultura – ha dichiarato Tomat - è una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo soprattutto nei momenti di crisi. Il legame impresa-cultura-arte è oggi un elemento sempre più sentito per molte aziende che operano nel nostro territorio. I dati della ricerca che abbiamo presentato oggi lo dimostrano: più di 200 aziende ci credono e da anni in modo strutturato promuovono e sostengono progetti di straordinario valore e lo continuano fare malgrado la crisi ed incentivi troppo esigui. Nel passato l'investimento culturale era percepito e vissuto esclusivamente come una sorta di mecenatismo, oggi sta emergendo un cambiamento nei comportamenti di moltissimi imprenditori. L'interesse nei confronti dell'investimento culturale, che va dalla sponsorizzazione di eventi culturali, alla produzione e ideazione di iniziative culturali è molto cresciuto».

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Pubblicato da Il Giornale delle Fondazione - Il Giornale dell'Arte 
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